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Le Sale di Esposizione Musica

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In questa sala sono conservati gli strumenti musicali, le foto, ed altri reperti riguardanti la scomparsa "Banda Musicale di Grandola".

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Complesso musicale formato da strumenti a fiato, sia di legno sia d’ottone, con l’inclusione di alcuni strumenti a percussione e, molto raramente, di contrabbassi.
Complessi di strumenti a fiato si ebbero già nell’antichità e nel medioevo, ma banda nel senso odierno, cioè organismi piuttosto ampi e dotati di notevoli possibilità tecniche, cominciarono a sorgere solo sul finire del’400.
Nella seconda metà del’700 la banda si arricchì di molto le sue capacità espressive grazie all’introduzione dei clarinetti: nell’800 ricevette un ulteriore potenziamento dai miglioramenti apportati ai singoli strumenti (come, ad es. i pistoni degli ottoni).
La letteratura originale bandistica non è molto vasta: tuttavia scrissero per banda molti grandi musicisti, da Mozart a Beethoven, Cherubini, Spuntini, Mendelssohn, Wagner, Schònberg.
In sostanza la funzione della banda fu ed è preminentemente divulgativa di musiche di ogni repertorio, opportunamente trascritte e rielaborate.
Nell’opera dell’800 la banda fu spesso impiegata in palcoscenico, in formazioni variabili e relativamente piccole, per illustrare particolari situazioni sceniche // in elettroacustica indica il campo di frequenza entro cui si verifica un segnale o un processo (per esempio un suono udibile può occupare la banda compresa fra 16 e 20.000 herz).

V
La Banda di Grandola
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- Cronistoria
- Elenco Musicanti
- Statuto


Album Foto
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L'accurata conservazione degli strumenti da parte dei proprietari ha permesso di poter ricreare la banda al completo, con strumenti a fiato e a percussione.
Dedicata al corpo musicale di Grandola, ora definitivamente sciolto; gli strumenti hanno però trovato una collocazione definitiva nel museo, dove è stata riprodotta fedelmente la disposizione dei vari elementi in un concerto.
All’interno della sala sono presenti archivi fotografici e spartiti musicali che ripercorrono la storia della banda di Grandola.
Il valore di questa esposizione è strettamente locale, ma occorre precisare che le bande hanno origine nei piccoli centri per cui rappresentano delle entità cresciute in sodalizio con la cultura e la storia dei paesi.

V
La Filarmonica di Naggio

Documento
Società Filarmonica di Naggio
- Cronistoria
- Nomi e Foto di alcuni componenti
del Corpo Musicale di Naggio
*
006_FilNaggio12.jpgNon essendo stato possibile reperire documentazione registrata sulla "data di nascita"di questo complesso musicale
si fa riferimento alle voci tramandate.

Verisimilmente l’attività della banda si potrebbe far risalire verso l’ultimo quarto dell’ottocento, ne era direttore "èl Gabriel" (Gabriele Balbiani), a questo maestro subentrò nei primi anni trenta "èl Pino di tat" (Giuseppe Tentardini) "èl Pino", affiancato dal "Fonzi" (Alfonso Maurelli).
Quest’ultimo, con sicura passione seguiva i componenti durante le assenze del "maestro".

Quì si rammenta un aneddoto che conprova la "musicalità" del Fonzi.
Svolgeva il suo lavoro in Svizzera sopraintendente ai lavori di manutenzione della linea ferroviaria del San Gottardo, il Nostro constatato che i lavori potevano essere collaudati siglava i binari con una chiave di violino

In Naggio, presso i locali del "circolo" era attiva la scuola di musica frequentata dai bandisti. Il complesso era formato da una ventina di elementi che in occasioni di ricorrenze religiose o festaiole intratteneva la popolazione Naggina
Per mestiere: giovani e anziani, tutti addetti all’attività edile vivevano per la maggior parte dell’anno in città o all’estero, ma appena liberi dagli impegni tornavano a Naggio.
Le note di riscaldamento degli strumenti annunciavano la loro presenza nelle contrade. in quella dei "Matelin" un giovanotto, alle prime armi, col suo ottavino estendeva il timbro oltre la "terza ottava".
Evidentemente questi acuti disturbavano il fine udito del "Fonsi", che bonariamente rimbrottava il bandista.
Altri "tipi di note" erano il Pēpp de la Giulia (Giossi Giuseppe), che pur orbato da un grave incidente sul lavoro
era sempre presente con la sua cornetta.
O, anche, el Tēi (Matteo Barelli) suonatore di basso. Che con altri Naggini facevano parte nella banda di Faido
(Canton Ticino).

Il corpo musicale Naggino restò attivo fino allo scoppio del conflitto mondiale.


Villa Camozzi
MUSEO ETNOGRAFICO
E NATURALISTICO
VAL SANAGRA
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Tel. +39 0344 32115 • Fax +39 0344 30247

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